Quando la scienza, la tecnologia e la storia delle imprese passa dai libri ai luoghi!

Piccolo TeatroUn percorso avvincente fatto a Milano da iù di 200 siti d’interesse scientifico, tecnologico e di storia dell’impresa che l’ing. Oronzo Mauro dell’Associazione Italiana di Storia dell’Ingegneria ha creato attorno ad un originale workshop all’aperto per mostrare il grande valore del territorio.

Milano – è vero per ogni nostra città –  è incredibilmente piena di importanti attrazioni che spesso fanno passare in secondo piano il bello ed il fascino di una Milano “dai gusti secondari” fatti di storia della scienza, delle infrastrutture, delle architetture, delle ingegnerie e delle imprese, etc..

Nelle foto, il chiostro del Piccolo Teatro Grassi con il suo bell’orologio solare. I ragazzi dalla foto sono le classi 3 della Scuola Primaria Morosini di Milano. W chi, credendo nel territorio, tra libri e luoghi, dà voce anche ai luoghi.

 

IMG_6942

Erasmo Recami, un’amicizia per la scienza

IMG_3637[1] Erasmo Recami e Oronzo Mauro a Dalmine - luglio 2016 IMG_3644Erasmo Recami, uno dei più interessanti uomini di scienza e di lettere del nostro secolo! Fisico teorico, storico della scienza, archeologo, mineralogo, divulgatore della scienza e della paleologia. (basta scrivere su google Erasmo Recami per vedere le sue numerosissimi pubblicazioni ed ambiti di studio e ricerca).

Mi lega a lui una storia nata ormai diversi anni fa, quando lessi la sua prima edizione di “Il caso Majorana: epistolario, documenti, testimonianze” Milano, Oscar Mondadori, del 1987 (ora lo potete acquistare in moderne edizioni https://www.amazon.it/caso-Majorana-Epistolario-documenti-testimonianze/dp/8883232658/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1468777676&sr=8-1&keywords=recami+majorana) con il quale Ettore (lo chiamo cosi vista la nostra amicizia) per primo s’interessò alla figura del fisico catanese Ettore Majorana improvvisamente scomparso nel 1938.

Insieme ad Ettore che, in qualche sua mail piacevolmente mi definisce “vulcanico ingegnere”, abbiamo dato vita a fantastiche iniziative di salvaguardia del patrimonio scientifico e tecnologico (ricordo la giornata da noi animata con conferenze e momenti espositivi per valorizzare il parco di archeologia industriale di Legnano dentro gli hangar della F. Tosi!). Eppoi la storica scuola Carducci di Dalmine con il suo laboratorio di scienze, ricordo della company town di Dalmine.

Eccomi di nuovo con Erasmo per un progetto editoriale molto bello che avvieremo nel prossimo mese, sotto il sole dei tachioni, le particelle super-veloci con cui il fisico di origine milanese tanto lavorò.

L’Università di Bergamo, sotto il Rettore Stefano Paleari, ultima sede d’insegnamento di Erasmo, pubblica questa favolosa selezione delle pubblicazioni del Recami in oltre 50 anni di ricerca scientifica. Mi piace molto che Erasmo, nel giardinetto di quella scuola Carducci degli anni ’30 di Dalmine, voglia farmi omaggio di questo testo bellissimo segnato con le sue parole di stima.

La Digital Platform di uno dei più importanti musei italiani! Come il museo diventa il centro d’Italia

extreme_1 extreme_2il 12 luglio alle ore 12, alla presenza del Primo Ministro Renzi, Ministro Giannini e del gota dei fisici del CERN e dell’INFN, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano alle  è stato inaugurato EXTREME, la più importante mostra permanente sulla la Fisica delle Particelle, dal Nobel di Rubbia fino ai bosoni di Higgs.

Politici e Scienziati hanno parlato insieme dell’eccezionalità della scienza italiana! Ambiente fantastico dove abbiamo pienamente apprezzato il mix ottimo di storia, scienza e futuro.

Sono orgoglioso di essere il progettista – insieme ai colleghi del museo e ad altri partner di valore – della Digital Platform di questo fantastico museo. Stay tuned, torneremo dopo le vacanze!!

 

IMG_3556[1]IMG_3545[1]

Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso: la meccanica del tempo

Il Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso è una piccola chicca della storia della tecnologia della misura del tempo. Spazia tra le antiche misure romane, gli orologi da muro rinascimentali diffusi nel territorio, calendari del 700, grandi meccanismi da torre dell’800, orologi per misurare ingressi al lavoro o per le stazioni ferroviarie… e poi, memorie video e marketing d’epoca dei costruttori.  Un tuffo nei luoghi del tempo – Montefiore dell’Aso, Piazza Risorgimento, Magazzini Palazzo Montani.

Slide1

Il Canale Vacchelli: tra ingegneria idraulica e natura

Il paesaggio italiano un mix continuo di natura è opera dell’uomo!

IMG_2901[1]Il Canale Vacchelli, edificato a Crema (CR) tra il 1887 ed il 1892, lungo 35 km dal fiume Adda al naviglio di Cremona,  è un percorso idrico artificiale molto particolare nonostante la sua quasi linea retta. A Crema, passeggiando per la città, mi sono imbattuto in uno suo scolmatore che con la sua regolazione lascia che il canale fluisca morbido a pelo della strada…

Magia dell’ingegneria idraulica…  L’importante portata (38,5 m3/sec) si lascia fragorosamente addestrare dalle chiuse e dalle pendenze.. così da mantenere il  canale fermo quando invece esso tumulta intensamente.

IMG_2907[1]

IMG_2911[1]

IMG_2938[1]

LA TOMBA DEL GUERRIERO DI MONTEFIORE DELL’ASO: UNA STORIA NATA 2500 ANNI FA – CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE AL RECUPERO e ALLA VALORIZZAZIONE

bigaSiamo nell’aprile del 1914, di là a pochi mesi, in luglio l’attentato nella città di Sarajevo all’erede al Trono Austro-Ungarico, l’Arciduca Francesco Ferdinando. In quel clima spensierato dei mesi che precedono il grande conflitto, a Montefiore dell’Aso, si avvicinò Innocenzo Dall’Osso (Imola 7/IX/1855, Roma 11/I/1928), Ispettore ff. Sovrintendente dei Musei e Scavi delle Marche e dell’Abruzzo tra il 1908 ed il 1920.

Il giovane Innocenzo, laureato in Lettere con Giosuè Carducci e compagno di studi di Giovanni Pascoli, proveniva da una umile famiglia emiliana dedita alla produzione artigianale dei tortellini con una macchina a vapore.

Traggo queste righe da una lettera scritta Dall’Osso alla Direzione Generale del Ministero il 14 aprile 1914, il Sovrintendente dice:

“..ho iniziato in questi giorni un saggio di scavo a Montefiore dell’Aso in contrada Pantanaccio, proprietà di Ugo De Sgrilli, ove in passato erano state rinvenute anticaglie picene. […]. La mia iniziativa fu coronata da buon successo perché in un gruppo di circa venti tombe rimesse alla luce, una se n’è trovata di un guerriero con armatura completa di bronzo, elmo, corazza a due dischi, gambali, e con numerose armi in ferro, cioè quattro lance, due pugnali, una spada, una mazza, un coltello, spiedi, fibule; di ferro e di bronzo, un notevole numero di vasi di terracotta, interessante soprattutto gli avanzi del carro di combattimento. Sarebbe mio intendimento di estrarre integralmente la tomba per inviarla all’Esposizione Marchigiana di Milano qualora codesto Ministero non abbia nulla in contrario..”

La tomba del guerriero (VI/V sec a.C.) di Montefiore con tutto il suo arredo e con il suo carro da guerra, ricostruito, fu estratto ed allestito alla “Esposizione di Marchigiana di Milano” del 1914 con tatto di “Guida Illustrata della Sezione Archeologica – Museo Piceno, costituto dai principali Musei Comunali delle Marche e dal Museo Regionale di Ancona”.

Ahimè, il guerriero di Montefiore dell’Aso non fece mai ritorno nelle sue terre picene! Tutto il materiale, conservato presso il Museo Archeologico di Ancona, fu considerato disperso dopo il primo conflitto mondiale.

Un gruppo di studiosi e di maestranze, guidate dall’Ing. Oronzo Mauro e dall’antropologo Giacomo Recchioni, sta ricreando la tomba del guerriero di Montefiore dell’Aso. Una grande fatalità! Il cartellone pubblicitario per la grande esposizione marchigiana del 1914 fu realizzato proprio da Adolfo De Carolis, un guerriero dell’arte che rendeva omaggio all’antico guerriero piceno di 2500 anni prima.

nelle foto: la foto originale della tomba del guerriero di Montefiore dell’Aso, il manifesto dell’Esposizione di Milano del 1914 opera di Adolfo de Carolis, Guida all’esposizione marchigiana nella quale ci sono i riferimenti alla Tomba di Montefiore, foto del Prof. Innocenzo Dall’Osso.

decarlis_esposizione IMG_2757 innocenzo_dallosso

ALLA SCOPERTA DELLE FONTI: UN PERCORSO INCONSUETO TRA ACQUA ED ALBERI

fontiUn tour fantastico iniziato alle 16.30, durato fino alle 19.30 quando ci siamo congedati dalla fresca merenda a base di prodotti tipici marchigiani presso i boschi Montefiorani.

Abbiamo visto antiche tecniche di costruzioni, croci degli anni 30 recentemente restaurate, gli spazi per gli allevamenti degli animali fuori città secondo le indicazioni d’igiene dei primi del ‘900, la piccola edicola della Santa Maria della Salute con la sua bella decorazione del 1890, la fonte delle Moje, dove abbiamo scomodato il Dizionario dei Dialetti tra Tronto e Aso del F. Egidi per capire che “Moje” viene dal latino mollis ossia molle/bagnato, e poi ancora le storie del vino di Clemente Ciccarelli inventore della pasta dentifricia, e poi… il torrione un tempo officina meccanica Valori di cui in qualche garage esistono ancora gli antichi strumenti; poi, valicando verso Aspromonte, per un attimo abbiamo immaginato il vecchio percorso dell’antica strada che da Campofilone portava fino a Montefiore, poi, per magia attraverso le carte del Catasto Gregoriano abbiamo visto sulle mappe il toponimo “fonte” che ci ha portati dritti verso la fonte Aspromonte!

Le storie dell’Ariosto e delle battaglie di Almonte con Orlando e la robusta, trecentenaria roverella, ci hanno allietato l’osservazione dei resti di quella antica fonte di Aspromomente! Rane, animaletti, scorrere dell’acqua, e poi con in una realtà aumentata, ci siamo immaginati i fatti di fine ‘800: le donne con le brocche che in questo luogo soleano raccogliere l’acqua per le loro famiglie ed il Dottor Passamonti ispezionare la fonte per poi decretarne il duro esito di non potabilità per innescare il turbinio delle acque dell’amministrazione De Vecchis…
eppoi di nuovo, la via verso la Fonte del Latte, il percorso tra i pini verso il cimitero di Montefiore, già attivo dall’’800 (ristrutturato nel 1912) per immergerci verso il fosso di Inganà, passando attraverso lingue di strade scavate nel breccione secco.

Eccoci giorni a piedi di un bosco che a pochi metri sul versante sud-ovest nei primi anni del ‘900 così tanto aveva mostrato con la storia passata di queste terre con i ritrovamenti copiosi di bighe, arredi funerari e altro fantastico materiale archeologico che ahimè abbiamo perso per sempre.

Preso il sentiero nel bosco di lecci e roverelle per arrivare al suo mezzo dove pungitopo, profumi, suoni, per noi ormai dimenticati, in quel momento per qualche secondo possiamo assaporare di nuovo in compagnia.
Saliamo ancora fino alla sommità del bosco, scorgiamo la storica fonte del Latte alla quale nel secolo scorso un percorso che costeggiava il fosso Inganà, portava le puerpere di Montefiore a rifocillarsi di acqua propizia al loro latte. Apprezziamo il manufatto, anche se siamo coscienti che esso abbia un valore ormai solo storico e sociale, siamo contenti che le nostre antiche famiglie abbiano visto in questo luogo, il luogo della madre natura che fa prosperare gli uomini.

Andiamo avanti e ricordiamo una vecchia storia circa una contadina che, forse per malore, abbia trovato la morte tra questi alberi, quasi come una storia un pò horror! Finiamo la nostra passeggiata tra gli alberi del roccolo di caccia, un luogo anch’esso fatato in cui natura è fusa con l’uomo che ride e si distrae tra gli amici.

grazie a tutti gli amici che si sono uniti al nostro tour!

Le parole del Dirigente Scolastico della Scuola Manara in occasione dell’inaugurazione del scienceMuseoLAB. Recupero del passato e avvio di una didattica basata sul digital grazie ad un grande progetto di contaminazione culturale.

Discorso_PresideMilano, 27 maggio 2016 (trascrizione del messaggio del Dirigente Scolastico IC Morosini, Scuola Manara, Prof. Sergio Roncarati)

Buonasera a tutti e grazie per aver accettato l’invito.

Ringrazio anche i consiglieri del Consiglio di Zona Alleni e Brambilla che hanno trovato il tempo per essere presenti in un momento per loro caldo, visto l’impegno per le lezioni amministrative. Questa sera siamo riuniti per l’inaugurazione del laboratorio di scienze che è stato trasformato completamente.

Quando le insegnanti M. Monosi e M. Bertoldo mi hanno presentato il progetto, non c’è stato bisogno di convincermi a sostenerlo. Premetto che sono un pò di parte in quanto sono stato insegnante di matematica e scienze per quasi venti anni e quindi sono attratto da tutto ciò che riguarda queste materie.

L’incontro con l’ing. Oronzo Mauro è però stato fondamentale. Ci ha fatto vedere le cose da un altro punto di vista. E soprattutto ci ha contagiato il suo entusiasmo. Quando l’ho accompagnato a vedere cosa c’era negli anfratti più remoti della scuola, ad ogni pezzo abbandonato e dimenticato già vedeva come sarebbe potuto rinascere.

E il miracolo si è compiuto.

Una domanda però mi ronzava per la testa: “dove troveremo il finanziamento per poter portare a compimento il progetto?” Come sempre la risposta me l’ha data l’Associazione Genitori, che non è nuova sostenere iniziative di questo genere.

Ma quello che ha fatto più piacere è stata la partecipazione VOLONTARIA di genitori ed insegnanti che hanno speso parte del loro tempo libero per rimettere a nuovo gli spazi che vedrete tra poco.

E dei ragazzi cosa dire? Bravi è riduttivo.

Vedere con quanto impegno e volontà hanno lavorato per rimettere a nuovo gli strumenti, capirne il funzionamento, fare degli approfondimenti merita senz’altro più di un “bravi”.

Inoltre è stata utilizzata nuova tecnologia del codice QR per memorizzare le informazioni ed essere lette tramite un telefono cellulare. Senza contare tutto il materiale che si può trovare su dropbox, lo strumento di lavoro e condivisione adottato dal gruppo di lavoro.

E’ il caso di dire “giovani scienziati crescono”

Prima di lasciare la parola ai protagonisti del progetto voglio ringraziare tutte le persone che hanno partecipato alla riuscita di questo successo:

  • le prof.sse Bertoldo e Monosi e il prof. Cimino
  • l’ing. Oronzo Mauro
  • l’Associazione Genitori Morosini-Manara
  • le ragazze e i ragazzi
  • i genitori

image1 image3

Inaugurazione del Science MuseoLAB Manara, Milano

 

5_manifestino_inaugurazione v1

Strati su strati di storia si accavallano in quei pochi metri quadrati attorno alla Scuola C. Manara di Milano. A pochi metri da quel luogo in cui gli austriaci delle Cinque Giornate di Milano soleano ripararsi dagli attacchi dei valorosi milanesi, fino al fresco Mercato Generale di Milano il cui bar liberty oggi, tramutata la sua funzione, diventa luogo di poesia, sorge la Scuola Secondaria di Primo Grado Carmelita Manara, unita alla storica Scuola Primaria Enrico Morosini. Il quartiere, la toponomastica ed i profumi riportano ad un patriottismo di altri tempi.

In quei luoghi cosi carichi di storia patria non potevano mancare la scienza e la tecnologia cosi come venivano insegnate nella Scuola C. Manara (anni ’60) e nella Scuola Primaria E. Morosini (anni ’30), ora oggetto di un grande restauro volto alla valorizzazione del patrimonio scientifico storico scolastico.

Nel corso dell’A.S. 2015/2016, l’ingegner Oronzo Mauro, i docenti M. Monosi, M. Bertoldo, R. Cimino e il gruppo “Giovani Scienziati Manara” hanno curato il restauro del laboratorio storico di scienze e l’allestimento di un laboratorio di scienze moderno. L’opera è stata possibile grazie al contributo dell’Associazione Genitori Morosini Manara.

Il Laboratorio di Scienze Manara ha un’anima poliedrica, sospesa tra i microscopi dell’800, la pila Italiana dei vecchi telegrafi delle Regie Poste, fino ai microscopi Leica Diaplan, i raggi laser dei kit per lo studio dell’ottica o ancora la stazione meteo wireless con cui avviare gli annali di meteorologia del Manara. Il laboratorio moderno è decisamente orientato alla microscopia, alla botanica, alla studio della terra. Non mancano kit per esplorare la scienza del calore, l’elettricità, l’ottica e l’anatomia umana.

Per una più efficace fruizione dello spazio museale, il laboratorio è stato digitalizzato, per cui attraverso codici QR posti in corrispondenza di diversi strumenti, è possibile accedere a contenuti approfonditi.

E’ stato avviato anche il restauro del Gabinetto di Scienze della Scuola E. Morosini che sarà accessibile solo dal prossimo anno scolastico a seguito del completamento dei lavori di edilizia scolastica tuttora in corso.

 

SCIENCE MUSEOLAB MANARA, via Bezzecca 18, Milano – http://www.icmorosinimanara.gov.it/

INAUGURAZIONE VENERDI, 27 MAGGIO 2016, ore 17.30

  • Saluti del Preside e delle Autorità
  • Visite Guidate a cura dei “Giovani Scienziati Manara”
  • Buffett Scientifico

Ingresso gratuito

4^ open session per Giovani Scienziati della Scuola Manara

4_comunicazione_Manara_v2Ultimi preparativi per armonizzare i due laboratori di scienze della Scuola Manara mettendo insieme la galleria storica con la sezione moderna.  Due mondi cercano di incrociarsi in un continuum temporale che sono la scienza può assicurare. I Giovani scienziati stanno preparando una storia per raccontare la loro esperienza presso il laboratorio.

Accade in una scuola pubblica italiana. State sintonizzati.. il 27 maggio dalle ore 17.30, la grande inaugurazione  del Science MuseoLab C. Manara di Milano,

4 Open Session per Giovani Scienziati, 23 MAGGIO 2016, ore 14.30 – Scuola Secondaria I° “C. Manara”, via Bezzecca 18, Milano