Il Canale Vacchelli: tra ingegneria idraulica e natura

Il paesaggio italiano un mix continuo di natura è opera dell’uomo!

IMG_2901[1]Il Canale Vacchelli, edificato a Crema (CR) tra il 1887 ed il 1892, lungo 35 km dal fiume Adda al naviglio di Cremona,  è un percorso idrico artificiale molto particolare nonostante la sua quasi linea retta. A Crema, passeggiando per la città, mi sono imbattuto in uno suo scolmatore che con la sua regolazione lascia che il canale fluisca morbido a pelo della strada…

Magia dell’ingegneria idraulica…  L’importante portata (38,5 m3/sec) si lascia fragorosamente addestrare dalle chiuse e dalle pendenze.. così da mantenere il  canale fermo quando invece esso tumulta intensamente.

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LA TOMBA DEL GUERRIERO DI MONTEFIORE DELL’ASO: UNA STORIA NATA 2500 ANNI FA – CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE AL RECUPERO e ALLA VALORIZZAZIONE

bigaSiamo nell’aprile del 1914, di là a pochi mesi, in luglio l’attentato nella città di Sarajevo all’erede al Trono Austro-Ungarico, l’Arciduca Francesco Ferdinando. In quel clima spensierato dei mesi che precedono il grande conflitto, a Montefiore dell’Aso, si avvicinò Innocenzo Dall’Osso (Imola 7/IX/1855, Roma 11/I/1928), Ispettore ff. Sovrintendente dei Musei e Scavi delle Marche e dell’Abruzzo tra il 1908 ed il 1920.

Il giovane Innocenzo, laureato in Lettere con Giosuè Carducci e compagno di studi di Giovanni Pascoli, proveniva da una umile famiglia emiliana dedita alla produzione artigianale dei tortellini con una macchina a vapore.

Traggo queste righe da una lettera scritta Dall’Osso alla Direzione Generale del Ministero il 14 aprile 1914, il Sovrintendente dice:

“..ho iniziato in questi giorni un saggio di scavo a Montefiore dell’Aso in contrada Pantanaccio, proprietà di Ugo De Sgrilli, ove in passato erano state rinvenute anticaglie picene. […]. La mia iniziativa fu coronata da buon successo perché in un gruppo di circa venti tombe rimesse alla luce, una se n’è trovata di un guerriero con armatura completa di bronzo, elmo, corazza a due dischi, gambali, e con numerose armi in ferro, cioè quattro lance, due pugnali, una spada, una mazza, un coltello, spiedi, fibule; di ferro e di bronzo, un notevole numero di vasi di terracotta, interessante soprattutto gli avanzi del carro di combattimento. Sarebbe mio intendimento di estrarre integralmente la tomba per inviarla all’Esposizione Marchigiana di Milano qualora codesto Ministero non abbia nulla in contrario..”

La tomba del guerriero (VI/V sec a.C.) di Montefiore con tutto il suo arredo e con il suo carro da guerra, ricostruito, fu estratto ed allestito alla “Esposizione di Marchigiana di Milano” del 1914 con tatto di “Guida Illustrata della Sezione Archeologica – Museo Piceno, costituto dai principali Musei Comunali delle Marche e dal Museo Regionale di Ancona”.

Ahimè, il guerriero di Montefiore dell’Aso non fece mai ritorno nelle sue terre picene! Tutto il materiale, conservato presso il Museo Archeologico di Ancona, fu considerato disperso dopo il primo conflitto mondiale.

Un gruppo di studiosi e di maestranze, guidate dall’Ing. Oronzo Mauro e dall’antropologo Giacomo Recchioni, sta ricreando la tomba del guerriero di Montefiore dell’Aso. Una grande fatalità! Il cartellone pubblicitario per la grande esposizione marchigiana del 1914 fu realizzato proprio da Adolfo De Carolis, un guerriero dell’arte che rendeva omaggio all’antico guerriero piceno di 2500 anni prima.

nelle foto: la foto originale della tomba del guerriero di Montefiore dell’Aso, il manifesto dell’Esposizione di Milano del 1914 opera di Adolfo de Carolis, Guida all’esposizione marchigiana nella quale ci sono i riferimenti alla Tomba di Montefiore, foto del Prof. Innocenzo Dall’Osso.

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ALLA SCOPERTA DELLE FONTI: UN PERCORSO INCONSUETO TRA ACQUA ED ALBERI

fontiUn tour fantastico iniziato alle 16.30, durato fino alle 19.30 quando ci siamo congedati dalla fresca merenda a base di prodotti tipici marchigiani presso i boschi Montefiorani.

Abbiamo visto antiche tecniche di costruzioni, croci degli anni 30 recentemente restaurate, gli spazi per gli allevamenti degli animali fuori città secondo le indicazioni d’igiene dei primi del ‘900, la piccola edicola della Santa Maria della Salute con la sua bella decorazione del 1890, la fonte delle Moje, dove abbiamo scomodato il Dizionario dei Dialetti tra Tronto e Aso del F. Egidi per capire che “Moje” viene dal latino mollis ossia molle/bagnato, e poi ancora le storie del vino di Clemente Ciccarelli inventore della pasta dentifricia, e poi… il torrione un tempo officina meccanica Valori di cui in qualche garage esistono ancora gli antichi strumenti; poi, valicando verso Aspromonte, per un attimo abbiamo immaginato il vecchio percorso dell’antica strada che da Campofilone portava fino a Montefiore, poi, per magia attraverso le carte del Catasto Gregoriano abbiamo visto sulle mappe il toponimo “fonte” che ci ha portati dritti verso la fonte Aspromonte!

Le storie dell’Ariosto e delle battaglie di Almonte con Orlando e la robusta, trecentenaria roverella, ci hanno allietato l’osservazione dei resti di quella antica fonte di Aspromomente! Rane, animaletti, scorrere dell’acqua, e poi con in una realtà aumentata, ci siamo immaginati i fatti di fine ‘800: le donne con le brocche che in questo luogo soleano raccogliere l’acqua per le loro famiglie ed il Dottor Passamonti ispezionare la fonte per poi decretarne il duro esito di non potabilità per innescare il turbinio delle acque dell’amministrazione De Vecchis…
eppoi di nuovo, la via verso la Fonte del Latte, il percorso tra i pini verso il cimitero di Montefiore, già attivo dall’’800 (ristrutturato nel 1912) per immergerci verso il fosso di Inganà, passando attraverso lingue di strade scavate nel breccione secco.

Eccoci giorni a piedi di un bosco che a pochi metri sul versante sud-ovest nei primi anni del ‘900 così tanto aveva mostrato con la storia passata di queste terre con i ritrovamenti copiosi di bighe, arredi funerari e altro fantastico materiale archeologico che ahimè abbiamo perso per sempre.

Preso il sentiero nel bosco di lecci e roverelle per arrivare al suo mezzo dove pungitopo, profumi, suoni, per noi ormai dimenticati, in quel momento per qualche secondo possiamo assaporare di nuovo in compagnia.
Saliamo ancora fino alla sommità del bosco, scorgiamo la storica fonte del Latte alla quale nel secolo scorso un percorso che costeggiava il fosso Inganà, portava le puerpere di Montefiore a rifocillarsi di acqua propizia al loro latte. Apprezziamo il manufatto, anche se siamo coscienti che esso abbia un valore ormai solo storico e sociale, siamo contenti che le nostre antiche famiglie abbiano visto in questo luogo, il luogo della madre natura che fa prosperare gli uomini.

Andiamo avanti e ricordiamo una vecchia storia circa una contadina che, forse per malore, abbia trovato la morte tra questi alberi, quasi come una storia un pò horror! Finiamo la nostra passeggiata tra gli alberi del roccolo di caccia, un luogo anch’esso fatato in cui natura è fusa con l’uomo che ride e si distrae tra gli amici.

grazie a tutti gli amici che si sono uniti al nostro tour!

Le parole del Dirigente Scolastico della Scuola Manara in occasione dell’inaugurazione del scienceMuseoLAB. Recupero del passato e avvio di una didattica basata sul digital grazie ad un grande progetto di contaminazione culturale.

Discorso_PresideMilano, 27 maggio 2016 (trascrizione del messaggio del Dirigente Scolastico IC Morosini, Scuola Manara, Prof. Sergio Roncarati)

Buonasera a tutti e grazie per aver accettato l’invito.

Ringrazio anche i consiglieri del Consiglio di Zona Alleni e Brambilla che hanno trovato il tempo per essere presenti in un momento per loro caldo, visto l’impegno per le lezioni amministrative. Questa sera siamo riuniti per l’inaugurazione del laboratorio di scienze che è stato trasformato completamente.

Quando le insegnanti M. Monosi e M. Bertoldo mi hanno presentato il progetto, non c’è stato bisogno di convincermi a sostenerlo. Premetto che sono un pò di parte in quanto sono stato insegnante di matematica e scienze per quasi venti anni e quindi sono attratto da tutto ciò che riguarda queste materie.

L’incontro con l’ing. Oronzo Mauro è però stato fondamentale. Ci ha fatto vedere le cose da un altro punto di vista. E soprattutto ci ha contagiato il suo entusiasmo. Quando l’ho accompagnato a vedere cosa c’era negli anfratti più remoti della scuola, ad ogni pezzo abbandonato e dimenticato già vedeva come sarebbe potuto rinascere.

E il miracolo si è compiuto.

Una domanda però mi ronzava per la testa: “dove troveremo il finanziamento per poter portare a compimento il progetto?” Come sempre la risposta me l’ha data l’Associazione Genitori, che non è nuova sostenere iniziative di questo genere.

Ma quello che ha fatto più piacere è stata la partecipazione VOLONTARIA di genitori ed insegnanti che hanno speso parte del loro tempo libero per rimettere a nuovo gli spazi che vedrete tra poco.

E dei ragazzi cosa dire? Bravi è riduttivo.

Vedere con quanto impegno e volontà hanno lavorato per rimettere a nuovo gli strumenti, capirne il funzionamento, fare degli approfondimenti merita senz’altro più di un “bravi”.

Inoltre è stata utilizzata nuova tecnologia del codice QR per memorizzare le informazioni ed essere lette tramite un telefono cellulare. Senza contare tutto il materiale che si può trovare su dropbox, lo strumento di lavoro e condivisione adottato dal gruppo di lavoro.

E’ il caso di dire “giovani scienziati crescono”

Prima di lasciare la parola ai protagonisti del progetto voglio ringraziare tutte le persone che hanno partecipato alla riuscita di questo successo:

  • le prof.sse Bertoldo e Monosi e il prof. Cimino
  • l’ing. Oronzo Mauro
  • l’Associazione Genitori Morosini-Manara
  • le ragazze e i ragazzi
  • i genitori

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Inaugurazione del Science MuseoLAB Manara, Milano

 

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Strati su strati di storia si accavallano in quei pochi metri quadrati attorno alla Scuola C. Manara di Milano. A pochi metri da quel luogo in cui gli austriaci delle Cinque Giornate di Milano soleano ripararsi dagli attacchi dei valorosi milanesi, fino al fresco Mercato Generale di Milano il cui bar liberty oggi, tramutata la sua funzione, diventa luogo di poesia, sorge la Scuola Secondaria di Primo Grado Carmelita Manara, unita alla storica Scuola Primaria Enrico Morosini. Il quartiere, la toponomastica ed i profumi riportano ad un patriottismo di altri tempi.

In quei luoghi cosi carichi di storia patria non potevano mancare la scienza e la tecnologia cosi come venivano insegnate nella Scuola C. Manara (anni ’60) e nella Scuola Primaria E. Morosini (anni ’30), ora oggetto di un grande restauro volto alla valorizzazione del patrimonio scientifico storico scolastico.

Nel corso dell’A.S. 2015/2016, l’ingegner Oronzo Mauro, i docenti M. Monosi, M. Bertoldo, R. Cimino e il gruppo “Giovani Scienziati Manara” hanno curato il restauro del laboratorio storico di scienze e l’allestimento di un laboratorio di scienze moderno. L’opera è stata possibile grazie al contributo dell’Associazione Genitori Morosini Manara.

Il Laboratorio di Scienze Manara ha un’anima poliedrica, sospesa tra i microscopi dell’800, la pila Italiana dei vecchi telegrafi delle Regie Poste, fino ai microscopi Leica Diaplan, i raggi laser dei kit per lo studio dell’ottica o ancora la stazione meteo wireless con cui avviare gli annali di meteorologia del Manara. Il laboratorio moderno è decisamente orientato alla microscopia, alla botanica, alla studio della terra. Non mancano kit per esplorare la scienza del calore, l’elettricità, l’ottica e l’anatomia umana.

Per una più efficace fruizione dello spazio museale, il laboratorio è stato digitalizzato, per cui attraverso codici QR posti in corrispondenza di diversi strumenti, è possibile accedere a contenuti approfonditi.

E’ stato avviato anche il restauro del Gabinetto di Scienze della Scuola E. Morosini che sarà accessibile solo dal prossimo anno scolastico a seguito del completamento dei lavori di edilizia scolastica tuttora in corso.

 

SCIENCE MUSEOLAB MANARA, via Bezzecca 18, Milano – http://www.icmorosinimanara.gov.it/

INAUGURAZIONE VENERDI, 27 MAGGIO 2016, ore 17.30

  • Saluti del Preside e delle Autorità
  • Visite Guidate a cura dei “Giovani Scienziati Manara”
  • Buffett Scientifico

Ingresso gratuito

4^ open session per Giovani Scienziati della Scuola Manara

4_comunicazione_Manara_v2Ultimi preparativi per armonizzare i due laboratori di scienze della Scuola Manara mettendo insieme la galleria storica con la sezione moderna.  Due mondi cercano di incrociarsi in un continuum temporale che sono la scienza può assicurare. I Giovani scienziati stanno preparando una storia per raccontare la loro esperienza presso il laboratorio.

Accade in una scuola pubblica italiana. State sintonizzati.. il 27 maggio dalle ore 17.30, la grande inaugurazione  del Science MuseoLab C. Manara di Milano,

4 Open Session per Giovani Scienziati, 23 MAGGIO 2016, ore 14.30 – Scuola Secondaria I° “C. Manara”, via Bezzecca 18, Milano

Ingegneria del territorio: il caso del comune di Montefiore dell’Aso, museo diffuso di storia dell’ingegneria

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Il territorio di Montefiore dell’Aso A(AP), come forse, un po’ tutti i comuni Italiani, se letti sotto la lente della storia dell’ingegneria mostra aspetti decisamente nuovi e di sicuro interesse per il turista o il cittadino di oggi, sempre più attento a valutare di un luogo anche agli aspetti tecnologici oltre che a quelli artistici.

Sicuramente questo scenario di suggestione dell’ingegneria a Montefiore dell’Aso è piuttosto marcato per diversi aspetti storici che l’Ing. Oronzo Mauro ha il gusto di mostrare in questa proposta di passeggiata/seminario che si tiene in due momenti:

  • Venerdi 13, maggio dalle 9.00, l’Università Politecnica delle Marche, Facoltà di Medicina, Ancona, nell’ambito del YFF (For Your Future festival http://www.yourfuturefestival.univpm.it/) come evento nel quale spiegare ai ragazzi delle scuole marchigiane come leggere l’ingegneria del territorio;
  • Sabato 14, maggio dalle 9.00, a Montefiore dell’Aso nella forma di seminario all’aperto e passeggiata nei luoghi d’interesse ingegneristico/scientifico con la partecipazione speciale del Liceo Scientifico Temistoce Calzecchi Onesti di Fermo

Questo evento ha il gradito saluto dell’Associazione Italiana di Storia dell’Ingegneria (AISI).

Info: oronzo.mauro@tiscali.it

Digitalizziamo: 3^ open session per i giovani scienziati della scuola Manara

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La storica scuola I.C.S. E. Morosini e B. di Savoia di Milano, opera degli anni ’30, torna a ridare lustro al proprio patrimonio scientifico storico grazie ad un progetto di valorizzazione e restauro che, in più fasi, è volto al riallestimento dei due gabinetti di scienze del ‘900 e di due moderni laboratori di scienze nei quali i numerosi studenti delle scuole primarie e secondarie potranno avviare il loro primo contatto con il mondo della scienza.

Il progetto, ideato e coordinato dall’Ing. Oronzo Mauro dell’Associazione Italiana Storia dell’Ingegneria, è voluto da un gruppo di operosi docenti, da un gruppo di studenti selezionati e dal generoso supporto dell’Associazione Genitori Morosini-Manara che ha voluto finanziare questa opera.

Sono già stati avviati i lavori preparatori per impostare il progetto, adesso iniziano delle “open sessioni per i giovani scienziati”, ossia dei momenti in cui gli studenti stessi sono chiamati ad operare attivamente nel restauro e nella valorizzazione del patrimonio. Per gli studenti si tratta di un momento di grande didattica della scienza. Dopo il primo allestimento della parte storica, ora è il momento della formazione e della divulgazione circa gli strumenti ricomposti… (Pompe a vuoto, pile Amici e Grenet, motori a due tempi, microscopi, etc..).

Gli studenti della scuola Manara, grazie alle nuove tecnologie digitali, stanno creando un ambiente digitale con il quale avviare diversi scenari come la guida digitale al museo grazie ai codice QR apposti accanto agli strumenti a video esplicativi pubblicati su Youtube, un archivio digitale con il quale creare sul sito internet della scuola la mia sezione del museo digitale della scuola dedicato didattica della scienza.

Accade in una scuola pubblica italiana. State sintonizzati..  a fine maggio, la grande inaugurazione!

6 MAGGIO 2016, ORE 14.30 – Scuola Secondaria I° “C. Manara”, via Bezzecca 18, Milano

WATER GAMES for Boys & Girls

20+ ESPERIMENTI PER COMPRENDERE MEGLIO LA SCIENZA DELL’ACQUA
a cura di Ing. Oronzo Mauro
presso il RoveretoHouse&LAB, via Rovereto, Milano

locandina
locandina

“Water games for boys and girls” è un momento/lezione nel quale i bambini tra i 6 e i 10 anni prendono confidenza con la scienza dell’acqua. L’approccio della “lezione” è assolutamente sperimentale grazie ad una nutrita serie d’esperienze laboratoriali nelle quale i bimbi vedono dal vivo quello che dell’acqua si trova scritto sui libri o viene tramandato mediante lezione frontale.
Attraverso il “martello acustico”, per esempio i bimbi realizzano che l’acqua “fa rumore”, come con la “turbina Pelton”, si riesce a capire come l’acqua abbia un ruolo molto importante nella produzione dell’energia elettrica. Alcune situazioni come “l’acqua è calda! Il the scotta! il gelato è ghiacciato!” introducono gli stati dell’acqua ed il concetto di temperatura.

La modalità con cui vengono trasmessi i contenuti è assolutamente divertente. L’animatore scientifico, l’Ing. Oronzo Mauro, travestito da scienziato pazzo con tanto di parrucca all’Einstein e camice bianco disseminato di formule, intrattiene i bimbi cercando di passare i messaggi scientifici attraverso la leva del divertimento o della situazione ordinaria.

L’intento della laboratorio è stimolare presso i giovani la comprensione dei principi con i quali poi, con gli studi successivi, strutturare la conoscenza mediante matematica avanzata ed approccio scientifico più formalizzato. Un momento importante è dedicato all’osservazione del fenomeno fisico cosi da indurre sempre più nel ragazzo un metodo d’investigazione sicuro e strutturato.

Gli esperimenti vengono condotti utilizzando strumenti scientifici provenienti dalla Collezione Misurando di cui l’Ing. Oronzo Mauro è curatore. La Collezione Misurando è stata in più occasione esposta al pubblico in importanti momenti di divulgazione scientifica presso Università e Società Scientifiche.

L’ing. Oronzo Mauro è membro attivo di diverse gruppi di studio dedicati alla storia della scienza e della tecnologia (SISFA, Società Italiana di Storici della Fisica e dell’Astronomia, AISI Associazione Italiana di Storia dell’Ingegneria, SIS Scientific Instrument Society di Londra, ARASS-Brera Associazione Restauro Antichi Strumenti Scientifici, etc..). L’ingegner Mauro è curatore scientifico delle collezioni scolastiche scientifiche di diverse scuole italiane.

La scatolina di un microscopio del 1865 che dopo alterne vicende torna alla sua bellezza

prima del restauro
prima del restauro
restauro fondo
restauro fondo
restauro parti mancanti
restauro parti mancanti
scatolina restaurata

Un microscopio nell’angolo di una bacheca, la sua scatolina di mogano laccata in un altro angolo; due oggetti ormai disgiunti e senza contatto! La prendo tra le mani: è divelta; è sfondata, pezzetti di legno fuoriescono scollati dal fondo e dai lati, chiodini che escono fuori dal quel duro mogano rossastro come spine di una rosa bella ma sprezzante.

Insulse etichette apposte un misero burocrate che nell’atto d’inventariare, in un solo colpo butta all’aria la necessità stessa dell’atto d’inventariare, brutalizzando l’oggetto con quelle scritte, con quelle colle ignobili che abbruttiscono quella delicata laccatura biondastra.

Eccola ora la scatolina di quel piccolo microscopio del 1865 tornare alla sua bellezza, alla sua natura, tutta intera e rimposta; nudità esilarante senza etichette, solo adorna di una lucida gommalacca e della bellezza dell’ottone…

A ricordo di mio padre che, negli spensierati tempi delle vacanze montefiorane, mescolandondo con pazienza alcool e gommalacca, m’insegnava a lucidare e ad apprezzare la bellezza dei materiali dell’artigiano…