WATER GAMES for Boys & Girls

20+ ESPERIMENTI PER COMPRENDERE MEGLIO LA SCIENZA DELL’ACQUA
a cura di Ing. Oronzo Mauro
presso il RoveretoHouse&LAB, via Rovereto, Milano

locandina
locandina

“Water games for boys and girls” è un momento/lezione nel quale i bambini tra i 6 e i 10 anni prendono confidenza con la scienza dell’acqua. L’approccio della “lezione” è assolutamente sperimentale grazie ad una nutrita serie d’esperienze laboratoriali nelle quale i bimbi vedono dal vivo quello che dell’acqua si trova scritto sui libri o viene tramandato mediante lezione frontale.
Attraverso il “martello acustico”, per esempio i bimbi realizzano che l’acqua “fa rumore”, come con la “turbina Pelton”, si riesce a capire come l’acqua abbia un ruolo molto importante nella produzione dell’energia elettrica. Alcune situazioni come “l’acqua è calda! Il the scotta! il gelato è ghiacciato!” introducono gli stati dell’acqua ed il concetto di temperatura.

La modalità con cui vengono trasmessi i contenuti è assolutamente divertente. L’animatore scientifico, l’Ing. Oronzo Mauro, travestito da scienziato pazzo con tanto di parrucca all’Einstein e camice bianco disseminato di formule, intrattiene i bimbi cercando di passare i messaggi scientifici attraverso la leva del divertimento o della situazione ordinaria.

L’intento della laboratorio è stimolare presso i giovani la comprensione dei principi con i quali poi, con gli studi successivi, strutturare la conoscenza mediante matematica avanzata ed approccio scientifico più formalizzato. Un momento importante è dedicato all’osservazione del fenomeno fisico cosi da indurre sempre più nel ragazzo un metodo d’investigazione sicuro e strutturato.

Gli esperimenti vengono condotti utilizzando strumenti scientifici provenienti dalla Collezione Misurando di cui l’Ing. Oronzo Mauro è curatore. La Collezione Misurando è stata in più occasione esposta al pubblico in importanti momenti di divulgazione scientifica presso Università e Società Scientifiche.

L’ing. Oronzo Mauro è membro attivo di diverse gruppi di studio dedicati alla storia della scienza e della tecnologia (SISFA, Società Italiana di Storici della Fisica e dell’Astronomia, AISI Associazione Italiana di Storia dell’Ingegneria, SIS Scientific Instrument Society di Londra, ARASS-Brera Associazione Restauro Antichi Strumenti Scientifici, etc..). L’ingegner Mauro è curatore scientifico delle collezioni scolastiche scientifiche di diverse scuole italiane.

La scatolina di un microscopio del 1865 che dopo alterne vicende torna alla sua bellezza

prima del restauro
prima del restauro
restauro fondo
restauro fondo
restauro parti mancanti
restauro parti mancanti
scatolina restaurata

Un microscopio nell’angolo di una bacheca, la sua scatolina di mogano laccata in un altro angolo; due oggetti ormai disgiunti e senza contatto! La prendo tra le mani: è divelta; è sfondata, pezzetti di legno fuoriescono scollati dal fondo e dai lati, chiodini che escono fuori dal quel duro mogano rossastro come spine di una rosa bella ma sprezzante.

Insulse etichette apposte un misero burocrate che nell’atto d’inventariare, in un solo colpo butta all’aria la necessità stessa dell’atto d’inventariare, brutalizzando l’oggetto con quelle scritte, con quelle colle ignobili che abbruttiscono quella delicata laccatura biondastra.

Eccola ora la scatolina di quel piccolo microscopio del 1865 tornare alla sua bellezza, alla sua natura, tutta intera e rimposta; nudità esilarante senza etichette, solo adorna di una lucida gommalacca e della bellezza dell’ottone…

A ricordo di mio padre che, negli spensierati tempi delle vacanze montefiorane, mescolandondo con pazienza alcool e gommalacca, m’insegnava a lucidare e ad apprezzare la bellezza dei materiali dell’artigiano…

Un Diaplan del 1985, con piu di 30 anni! ed io oggi ai 45, non potevo non stare con lui!

leitz

 

 

 

Oggi il mio 45 compleanno…  ed il confronto con questo bellissimo Leitz Diaplan del 1985, lui +30 anni, mi è parso più che naturale.

Finito nella cantina di un signore milanese, passa dal possessore ad una maestra della Scuola Manara di Milano, la quale lo porta a scuola nell’ambito del progetto di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio scientifico con la speranza di una riparazione.  Il pezzo, completo di illuminatore, presenta un grosso problema elettrico, come segnalato anche dallo stesso proprietario.

Si tratta di un microscopio professionale di grande valore, nonostante abbia 30 anni!  Mi accingo ad un’ispezione esterna, ripulisco tutte le parti meccaniche e le raffinate ottiche Leitz.  Inizio a verificare la circuiteria elettrica, la cui unica funzione è quella di regolare il flusso luminoso della lampada diottrica alogena.

Il regolatore d’intensità ha un display a led numerico a segmenti con il quale poter mostrare  l’intesità del flusso luminoso a step di 0,5, informazione necessaria per una ripetizione dell’osservazione a parità di parametri.

Ahime, noto subito che un condensatore è bruciato! Sento l’odore forte e si vede anche ad ispezione visiva; per il resto la vecchia scheda, quasi lavorata a mano, degli anni ’80 ancora regge bene, nonstante ci siamo muffe un po dappertutto.  Mi accingo a prendere la targa del condensatore per poter operare la sostituzione (250 Vac, 0,1 . WIMA MP3) appena avrò il pezzo.

In attesa di ripristinare la scheda originale, faccio un bypass ed alimento direttamente la lampada con un trasformatore dell’ikea per alogena a portata di mano (12 V, ma con W inferiore a quella richiesta dalla lampada, sono a rischio rottura). Monto un vetrino di una zampetta di ape ed inizio ad osservare l’ape con quel wide field, esperienza sublime!  mi rendo conto che vedo attraverso l’oculare anche un ragno!!

Mi stupisco alquanto e nel contempo mi rendo conto che il piccolissimo ragno è nel condensatore del flusso luminoso e non nel vetrino!   Rimuovo il piccolissimo ragno! la lampada si spegne! Prendo il trasformatore e lo sento bollente… deduco che il trasformatore si è bruciato; infatti, la potenza erogata è superiore a quella che poteva erogare (la lampada è 12 V, 100W), quindi la troppa corrente richiesta e passata attraverso il secondario, ha compromesso il funzionamento del trasformatore.

Un microscopio bellissimo! Appena lo riporterò a scuola, chissà che emozione per quei ragazzi usare quel gioiellino della microscopia degli anni ‘80!

Comunichiamo – open session per giovani scienziati alla Scuola Manara di Milano

2_comunicazione_Manara_v2La storica scuola I.C.S. E. Morosini e B. di Savoia di Milano, opera degli anni ’30, torna a ridare lustro al proprio patrimonio scientifico storico grazie ad un progetto di valorizzazione e restauro che, in più fasi, è volto al riallestimento dei due gabinetti di scienze del ‘900 e di due moderni laboratori di scienze nei quali i numerosi studenti delle scuole primarie e secondarie potranno avviare il loro primo contatto con il mondo della scienza.

Il progetto, ideato e coordinato dall’Ing. O. Mauro dell’Associazione Italiana Storia dell’Ingegneria, è voluto da un gruppo di operosi docenti, da un gruppo di studenti selezionati e dal generoso supporto dell’Associazione Genitori Morosini-Manara che ha voluto finanziare questa opera.

Sono già stati avviati i lavori preparatori per impostare il progetto, adesso iniziano delle “open sessioni per i giovani scienziati”, ossia dei momenti in cui gli studenti stessi sono chiamati ad operare attivamente nel restauro e nella valorizzazione del patrimonio. Per gli studenti si tratta di un momento di grande didattica della scienza.

Dopo  il primo allestimento della parte storica, ora è il momento della formazione e della divulgazione circa gli strumenti ricomposti… (Pompe a vuoto, pile Amici e Grenet, motori a due tempi, microscopi, etc…). Gli student che stanno aderendo al programma saranno ripresi al fine di preparare una serie di video documentari direttamente agganciati via QR code allo strumento stesso.

11 APRILE 2016, ORE 14.30 –  Scuola Secondaria I° “C. Manara”, via Bezzecca 18, Milano

Taurus 1908 – Siamo nell’Italia di Giolitti, dell’industrializzazione, della questione meridionale e dell’imperialismo italiano!

Siamo nei ptaurusrimi anni del 1900, in Italia siamo circa 35 milioni di persone! Esattamente nel 1908, nasce la Taurus, officina artigianale di “macchine” in Milano; sempre nello stesso anno ad Ivrea, l’Ing. Camillo Olivetti dà vita ad una “fabbrica” di macchine che farà la storia dell’Italia industriale.

Nel pomeriggio di oggi… mi trovavo alle prese con una bicicletta TAURUS, precisamente una Taurus model 27 dal fantastico colore “Verde Taurus”, un colore che la Taurus ideò appositamente per un gruppo di 57 amici appassionati di biciclette che, desiderosi di comunicare i migliori percorsi d’Italia da fare in bici, fondarono appunto a Milano il Touring Club Italiano nel 1894.

Insomma la vista di quella bicicletta mi proiettava in una visione quasi onirica nella quale mi tornava in mente la Belle Epoque, le fantastiche “Vie d’Italia” e le nascenti industrie meccaniche italiane e tutta Milano mi si illuminava di storia dell’industria.

Quella bicicletta era lì, buttata in un angolo, senza luce, senza moto alcuno! Come potevo non ripararla?  Come potevo non voler cavalcare quel capolavoro di meccanica e design? Subito, un salto al più vicino Decathlon per prendere dei copertoni in stile d’epoca! L’istinto mi porta al Decathlon di via della Lambretta!  Si… con lo scooter supero il ponte sul fiume Lambro, in zona Lambrate (da Lambro…)  di Milano, e giungo nel luogo in cui Ferdinando Innocenti decise nel 1947 di avviare la produzione della famosa Lambretta (da Lambro…), l’attuale via Lambretta!

Il gioco è fatto!  Quella bici Taurus, regalata ad una splendida donna al compimento dei suoi 18 anni, torna oggi di nuovo a girovagare per Milano!

Autopsia di un PC: esame degli organi interni

Rovereto_LABLa #BabyHouse di Milano apre ai #Laboratori di #Scienza e #Tecnologia di Oronzo Mauro, “scienziato pazzo”. Il primo appuntamento è “AUTOPSIA di un PC, alla scoperta degli ORGANI INTERNI”: in una strana sala operatoria, un computer viene smontato a pezzi da un particolare dottore in un curioso confronto con il corpo umano. Teatro scientifico basato sul fare e sul supporti multimediali (http://www.roveretohouse-lab.it/ per info e dettagli)

RICOSTRUIAMO… open session per giovani scienziati

Manifestino - RicostruiamoLa storica scuola I.C.S. E. Morosini e B. di Savoia di Milano, opera degli anni ’30, torna a ridare lustro al proprio patrimonio scientifico storico grazie ad un progetto di valorizzazione e restauro che, in più tornate, è volto al riallestimento dei due gabinetti di scienze del ‘900 e di due moderni laboratori di scienze nei quali i numerosi studenti delle scuole primarie e secondarie potranno avviare il loro primo contatto con il mondo della scienza.

Il progetto, ideato e coordinato dall’Ing. O. Mauro dell’Associazione Italiana Storia dell’Ingegneria, è voluto da un gruppo di operosi docenti, da un gruppo di studenti selezionati e dal generoso supporto dell’Associazione Genitori Morosini-Manara che ha voluto finanziare questa opera.

Sono già stati avviati dei lavori preparatori per impostare il progetto, adesso iniziano delle “open sessioni per i giovani scienziati”, ossia dei momenti in cui gli studenti stessi sono chiamati ad operare attivamente nel restauro del patrimonio. Per gli studenti si tratta di un momento di grande didattica della scienza.  Gli strumenti vengono ricomporti, ri-assemblati, esplorati, curati, valorizzati…  Si tratta di un contatto nuovo ed inconsueto con lo strumento scientifico attraverso il quale suggestionare ed inclinare lo studente verso la scienza e la tecnologia.

 

1 APRILE 2016, ORE 14.30 –  Scuola Secondaria I° C. Manara”, via Bezzecca 18, Milano

Un bicchiere di acqua buona?

Questo fu il problema! Lo storico Istituto G. e M. Montani di Fermo incontra gli Archivi Storici del  Comune di Montefiore dell’Aso e si anima un programma di spedizioni scientifiche!

a cura di

Prof.ssa Teresa Cecchi, ITT G. & M. Montani di Fermo, Accademica delle Scienze di Bologna
Ing. Oronzo Mauro, Associazione Italiana Storia dell’Ingegneria (AISI)

Sulla fine dStoriche Fonti di Montefioreel ‘800 molti furono i Comuni che si attrezzarono per risolvere il problema della distribuzione dell’acqua potatile. Nell’estate del 2014, presso l’Archivio Storico di Montefiore dell’Aso è stata condotta una ricerca (Associazione Elettrotecnica Italiana AEI, Sett 2015 ”Le sfide di De Vecchis e l’avventura dell’elettricità nelle Marche” a cura di Ing. O.Mauro) con la quale si sono messi in luce i passi con i quali tra il 1894 ed il 1897 si arrivò, sotto il Sindaco Luigi de Vecchis, alla realizzazione di un’importante opera idraulica ed elettrica con la quale il paese di Montefiore dell’Aso, tra i primi nelle Marche, potette beneficiare di acqua potatile distribuita nelle case e di un impianto d’illuminazione elettrica.

Nel corso dell’autunno del 2015, L’ing. Oronzo Mauro e la Prof.ssa Teresa Cecchi hanno curato un progetto didattico presso gli Istituti G. e M. Montani di Fermo e Comprensivo di Ripatransone, Montefiore e Cossignano attraverso il quale si sono ri-analizzate le acque delle storiche fonti di Montefiore, come appunto fatto sul fine dell’800.

Il 23 Gennaio 2016, dalle ore 9.00 alle ore 11.00, presso l’AULA MAGNA dello storico Istituto Montanti di Fermo i curatori del progetto insieme all’Arch. GM. Vallorani e agli studenti della 5A dello stesso istituto, presentano i risultati del progetto autunnale con conferenze sui temi della storia della potabilità dell’acqua, richiami alle caratteristiche locali delle risorse idriche e risultati delle analisi delle acque secondo i moderni protocolli a confronto con le analisi di fine ‘800.

Dalle 11.00 alle 12.30 è prevista una visita alle Cisterne Romane per vedere la Fermo acquatica curata dal’lng. M. Rotunno.

Nel corso del pomeriggio,
, la famiglia Eleuteri/Cossignani fa dono di un faldone di importanti documenti storici riguardanti contratti idro-elettrici e mezzadria della prima metà del ‘900, l’iniziativa è inserita nel progetto “Archivi delle Famiglia – sharing culture” volto alla digitalizzazione e condivisione degli archivi storici delle famiglie montefiorane.

Un ringraziamento a quanti hanno contributo al progetto (3 spedizioni in situ di campionamento in situ, archivisti, numerosi sopralluoghi a fonti, collaboratori a vario titolo, studenti delle due scuole i cui dirigenti scolastici Prof.ssa Margherita Bonanni e Prof.ssa Gaia Gentili, Associazione “Amici di Montefiore dell’Aso”)

Science & Engineering @ school

Pensiero, progetto, realizzazione, collaudo, divulgazione! Un percorso scientifico che parte dall’Expo per diventare un progetto scolastico di grande stimolo.

Si tratta di una catena del valore che la Scuola Primaria dell’IC Pisa

Acquaponica
Acquaponica

cane e Poerio di Milano sta sperimentando attraverso la progettazione di un affascinante impianto di acquacoltura nelle misure giuste per essere ospitato nel rinnovato laboratorio dei musei scientifici della scuola.  L’ispirazione arriva da una visita all’Expo di Milano ed il tema del riciclo per produzioni alimentari subito diventa un progetto scolastico!

Cosi la docente Antonella Rosiello, responsabile del progetto, commenta le difficoltà di un progetto specialistico come questo: “nell’ambito dell’apprendimento delle scienze spesso si ha un pregiudizio circa le capacità degli studenti delle scuole primarie, per cui si tende a semplificare troppo ricorrendo alla banalizzazione e a vocaboli che difatti sminuiscono la ricchezza lessicale della scienza, il risultato è un impoverimento. Per un bimbo che si appresta ad imparare nuovi termini, metodi ed espressioni, non c’è dunque area più interessante della scienza fatta di vocali, metodi ed approcci…”. 

Nell’interesse a seguire un approccio “arricchente” per la scuola e volto a lasciare un valore permanente nei laboratori, la docente Rosiello non ha esitato a coinvolgere diversi attori:  la classe (5 E) ha fatto il prototipo e studiato le necessità dell’impianto, un ingegnere (Oronzo Mauro) ha trasformato il tutto in un progetto, un valente tecnico (Andrea Rosina) ha realizzato e collaudato l’impianto, una biologa marina (Valentina Nozzi) dell’Università Politecnica delle Marche (Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente, grazie a Prof.ssa Oliana Carnevali) introduce con una mattinata di seminari (“Aspetti Scientifici e Culturali degli impianti di acquaponica “, dalle ore 9.00, 18 dicembre 2015 presso AULA MAGNA, scuola Pisacane, Milano – ingresso a richiesta) all’acquaponica, grazie all’esperienza acquisita in un dottorato di ricerca presso Acquacoltura Italia Srl, società leader in Italia per la progettazione, formazione e consulenza in acquaponica.

Scuola, Università, Lavoro e Territorio… all in one! Accade in una scuola italiana che ricuce insieme i valori di professionisti, ricercatori, esperti di settore. Questo è il beneficio di aver riscoperto i laboratori di scienza e di aver riaperto un dialogo tra le parti…